A volte la cena più confortante è anche la più semplice. Questa vellutata nasce da una manciata di ingredienti di tutti i giorni: zucchine, patate, uno scalogno, olio e un po’ di dado vegetale. È un piatto leggero, adatto a grandi e piccoli, perfetto per le prime sere fredde. Ma chiamarla vellutata è corretto, oppure sarebbe una crema, o un passato?
Vellutata di zucchine e patate con il Bimby
Cosa ci occorre per la vellutata di zucchine e patate con il Bimby
- 500 g acqua
- 450 g zucchine e patate peso complessivo già pulite
- 30 g olio extravergine d’oliva
- 1 scalogno
- Dado vegetale Bimby q.b.
- Parmigiano grattugiato q.b.
- Crostini q.b.
- Olio extravergine d’oliva q.b. per servire
Come preparare la vellutata di zucchine e patate con il Bimby
- Preparare le verdure prima di accendere il Bimby. Lavare le zucchine, spuntarle e tagliarle a pezzi. Pelare le patate e ridurle a cubetti simili, così cuoceranno nello stesso tempo.
- Pulire lo scalogno, dividerlo in due e inserirlo nel boccale. Tritare per 5 secondi a velocità 7. Con la spatola raccogliere il trito verso le lame.
- Versare i 30 g di olio extravergine d’oliva e avviare per 3 minuti a 100°C, velocità 2. Deve formarsi un fondo leggero, senza far scurire lo scalogno.
- Aggiungere le zucchine e le patate già tagliate. Versare l’acqua e unire il dado vegetale Bimby, regolando la quantità in base alla sapidità del dado.
- Cuocere per 30 minuti a 100°C, velocità 1. Le patate devono risultare molto morbide, perché saranno loro a dare corpo alla vellutata.
- Terminata la cottura, lasciare riposare il contenuto del boccale per 3-5 minuti prima di frullare. È un passaggio utile perché la crema è bollente e va lavorata con più sicurezza.
- Frullare per 1 minuto a velocità 8, aumentando gradualmente se necessario, fino a ottenere una consistenza liscia.
- Controllare la densità: se la vellutata è troppo compatta, aggiungere poca acqua calda e mescolare per qualche secondo; se invece è troppo liquida, lasciarla riposare qualche minuto nel boccale.
- Servire nei piatti con Parmigiano grattugiato, crostini e un filo di olio extravergine d’oliva.
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Vellutata, crema, passato o zuppa? Le differenze che pochi conoscono
Nel linguaggio di tutti i giorni usiamo questi nomi quasi come sinonimi: vellutata, crema, passato, zuppa, minestra. Se una preparazione è calda, la chiamiamo in un modo o nell’altro senza pensarci troppo. Nella cucina classica, però, ognuno di questi termini indica qualcosa di preciso.
Partiamo dalla vellutata, che è anche la più complessa. Il nome arriva dal francese velouté, che nella cucina d’Oltralpe indica prima di tutto una delle grandi salse di base: un fondo chiaro, di pollo, di vitello o di pesce, addensato con il roux, cioè burro e farina cotti insieme. La zuppa vellutata classica nasce da questo principio.
Le verdure frullate vengono legate con il roux e rifinite, a fine cottura, con una legatura di tuorli d’uovo e panna, che regala una consistenza setosa e un colore pallido e lucente. Nella cucina di casa, oggi, il termine si usa in modo molto più libero, per indicare qualsiasi zuppa di verdure frullata fino a diventare liscia e vellutata al palato.
La crema, in senso classico, è una purea di verdure arricchita con un elemento grasso e cremoso: besciamella, latte o panna. Sono creme, per esempio, la crema di funghi o quella di asparagi, più ricche e avvolgenti di una semplice verdura frullata. Il passato, invece, è la versione più semplice e rustica. Le verdure lessate nel brodo vengono passate al passaverdure, e conservano una consistenza leggermente granulosa.
La zuppa è diversa: il termine richiama il pane inzuppato, ed è proprio il pane uno dei suoi elementi distintivi. Nelle zuppe tradizionali le verdure e i legumi restano spesso a pezzi e vengono serviti su fette di pane raffermo o tostato. La ribollita toscana, la zuppa di pane, il pancotto e tante zuppe di legumi seguono questo principio. La minestra, infine, è un brodo con verdure a pezzetti, pasta o riso, e il minestrone ne è la versione più ricca, con tante verdure diverse.
In alcune ricette, le immagini hanno una funzione puramente illustrativa. Ogni preparazione è testata con cura, ma il risultato finale può variare in relazione agli ingredienti disponibili e alle diverse attrezzature presenti nelle proprie cucine.




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