Si possono fare i falafel senza ceci? La risposta è sì, e il risultato è altrettanto goloso. I falafel che tutti conosciamo nascono dai legumi, e nulla vieta di sostituire i classici ceci con le lenticchie, così da portare in tavola delle polpette vegetali croccanti fuori e morbide dentro. Qui l’impasto è ridotto all’essenziale: lenticchie già cotte e ben strizzate, un po’ di cipolla per dare sapore e un cucchiaio di farina per legare. Si frulla tutto, si formano le polpette e si cuociono in friggitrice ad aria o in forno, evitando la frittura e alleggerendo così il piatto.
Falafel di lenticchie con il Bimby
Cosa ci occorre per i falafel di lenticchie con il Bimby
- 400 g lenticchie precotte ben scolate
- 30 g cipolla
- 25 g farina 00
- Sale q.b.
- Olio extravergine d’oliva q.b. facoltativo
Come preparare i falafel di lenticchie con il Bimby
- Scolare molto bene le lenticchie precotte. Se sono in barattolo, sciacquarle e poi lasciarle qualche minuto in un colino. Devono perdere più liquido possibile, altrimenti l’impasto resterà troppo morbido.
- Mettere nel boccale del Bimby le lenticchie e la cipolla. Frullare per 10 secondi a velocità 7.
- Riunire il composto sul fondo con la spatola.
- Aggiungere la farina 00 e un pizzico di sale. Amalgamare per 10 secondi a velocità 7.
- Controllare la consistenza. Il composto deve essere morbido ma modellabile. Se serve, lasciarlo riposare 5 minuti prima di formare i falafel.
- Prelevare l’impasto con un cucchiaio e creare piccole polpette leggermente schiacciate.
Come cuocerle
- Sistemarli nel cestello della friggitrice ad aria, su carta forno adatta. Aggiungere poco olio extravergine d’oliva solo se si desidera una superficie più dorata.
- Cuocere in friggitrice ad aria a 180°C per 20 minuti, girando delicatamente i falafel a metà cottura. Aggiungere poco olio in superficie per ottenere una doratura più uniforme.
- Per la cottura in forno, sistemare i falafel su una teglia con carta forno e cuocerli a 180°C per circa 20-25 minuti, girandoli a metà cottura.
- Servirli caldi o tiepidi.
- Attenzione: ogni modello di friggitrice ad aria è diverso, suggeriamo sempre di monitorare la cottura, in particolare durante gli ultimi minuti.
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Falafel: un viaggio dall’Egitto a tutto il mondo
Le origini del falafel sono avvolte in un certo mistero e rivendicate da più paesi. La teoria più accreditata ne colloca la nascita in Egitto, dove esiste una preparazione chiamata “ta’amiya” che molti considerano l’antenata diretta del falafel. C’è una differenza fondamentale, però: la versione egiziana non si fa con i ceci, ma con le fave.
Secondo diverse ricostruzioni, furono i copti, i cristiani d’Egitto, a diffondere queste polpette di fave come cibo sostanzioso nei periodi di digiuno, quando la carne era vietata. Risalendo verso il Levante, in paesi come Libano, Siria, Israele e Palestina, la ricetta si trasformò adottando i ceci al posto delle fave, nella forma che oggi conosciamo meglio in Occidente.
Il falafel è quindi, fin dalle sue origini, una preparazione mutevole, legata ai legumi disponibili e alle usanze locali. Questa sua natura spiega perché prepararlo con le lenticchie non sia affatto un tradimento, ma semmai l’ennesima tappa di una lunga storia di adattamenti. Fave, ceci, lenticchie: cambia il legume di base, ma resta intatta l’idea di fondo, quella di ridurre in impasto dei legumi insaporiti con cipolla, aglio e spezie, per poi cuocerli in piccole porzioni.
Nei paesi d’origine, il falafel è un simbolo, un elemento identitario e una presenza costante nella vita quotidiana. Lo si trova a ogni angolo di strada, servito caldo e croccante dentro il pane pita insieme a verdure fresche, sottaceti e salse a base di sesamo come la tahina o lo yogurt.
È il cibo di strada per eccellenza di tutta l’area mediorientale, economico, nutriente e completamente vegetale, al punto da essere diventato uno dei piatti simbolo anche della cucina vegetariana e vegana in tutto il mondo. Negli ultimi decenni, infatti, il falafel ha varcato i confini del Medio Oriente conquistando le città europee e americane, dove è ormai onnipresente nei locali di street food e nelle gastronomie etniche.
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In alcune ricette, le immagini hanno una funzione puramente illustrativa. Ogni preparazione è testata con cura, ma il risultato finale può variare in relazione agli ingredienti disponibili e alle diverse attrezzature presenti nelle proprie cucine.




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