Una focaccia senza lievito e senza forno? L’impasto si prepara in una ciotola con quattro ingredienti di base, cioè farina, acqua, olio e sale. Si lavora pochi minuti e poi riposa giusto il tempo di rilassare la pasta e renderla facile da stendere. E alla fine portiamo in tavola quattro lingue rustiche e sostanziose, con il formaggio che fila appena le tagliamo. Ottime per una cena veloce, per il pranzo fuori casa o tagliate a strisce per un aperitivo: scoperte sui social e subito testate!
Lingue di focaccia in padella con prosciutto e formaggio
Cosa ci occorre per le lingue di focaccia in padella
- 200 g farina 00
- 120 ml acqua
- 100 g formaggio tipo scamorza fontina o edamer
- 25 g olio extravergine d’oliva
- 4 fette di prosciutto cotto
- 4 g sale
Come preparare le lingue di focaccia in padella
- Mettere in un recipiente la farina 00, l’acqua, l’olio extravergine d’oliva e il sale. Impastare fino a ottenere un panetto liscio e morbido.
- Coprire e lasciare riposare per 30 minuti. Questo passaggio rende l’impasto più facile da stendere.
- Nel frattempo tagliare il formaggio a bastoncini. Avvolgere 2 bastoncini di formaggio in una fetta di prosciutto cotto.
- Dividere l’impasto in 4 parti.
- Stendere ogni porzione sul piano leggermente infarinato, dando una forma rettangolare.
- Mettere al centro il pacchetto di prosciutto e formaggio. Richiudere l’impasto sopra il ripieno, sigillando bene i bordi.
- Eliminare eventuale pasta in eccesso alle estremità, poi passare delicatamente il matterello sulla lingua già chiusa, senza schiacciarla troppo: serve solo a uniformarla e a sigillarla meglio.
Come cuocerle
- Scaldare una padella antiaderente a fuoco medio-basso.
- Cuocere le lingue di focaccia per 7-8 minuti per lato, finché saranno dorate fuori e il formaggio sciolto all’interno.
- Servire calde.
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Senza lievito da secoli: le focacce italiane che non aspettano
Oggi siamo abituati ad associare la parola focaccia a un impasto alto, soffice, pieno di bolle, frutto di ore di lievitazione. Eppure la tradizione italiana è piena di impasti che il lievito non lo hanno mai visto, e che proprio per questo sono veloci e pratici.
Il parente più stretto è senza dubbio la focaccia di Recco col formaggio, gioiello della Riviera ligure di Levante tutelato dal marchio IGP. La sua pasta è fatta con farina, acqua, olio extravergine e sale, senza un grammo di lievito, e viene tirata a mano fino a diventare sottilissima, quasi trasparente. Tra due di questi veli si distribuiscono fiocchi di formaggio fresco cremoso, poi la cottura avviene in un forno caldissimo, per pochi minuti.
Spostandosi in Romagna si incontra la piadina, altra regina degli impasti non lievitati, anch’essa riconosciuta come IGP. Farina, acqua, sale e strutto, oppure olio nelle versioni più moderne, cotti sulla teglia di terracotta o di ghisa chiamata testo. Per secoli è stata il pane dei contadini, perché si preparava al momento, senza attese.
Lo stesso spirito si ritrova nelle Marche con la crescia sfogliata, arricchita con uova e strutto e ripiegata più volte su sé stessa. In Liguria, poi, c’è la pasta matta, l’impasto di farina, acqua, olio e sale che fa da involucro a tante torte salate di verdure.
E una volta presa confidenza con l’impasto, il ripieno si cambia a piacere. Al posto del prosciutto cotto possiamo mettere lo speck, la mortadella o il salame piccante con la provola. In versione vegetariana si può puntare su spinaci ripassati e ricotta, oppure su zucchine grigliate e stracchino, ricordandosi sempre di asciugare bene le verdure.
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In alcune ricette, le immagini hanno una funzione puramente illustrativa. Ogni preparazione è testata con cura, ma il risultato finale può variare in relazione agli ingredienti disponibili e alle diverse attrezzature presenti nelle proprie cucine.




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